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32° anniversario della tragedia del gennaio nero

Nel 1987 scoppiarono in Armenia pogrom anti-azerbaigiani, e gli armeni attaccarono i villaggi azeri, uccidendo centinaia di civili. Come risultato, 250.000 azerbaigiani furono espulsi dall’Armenia. Oggi (20 gennaio) ricorre il 32° anniversario.

Le rivendicazioni territoriali dell’Armenia, il separatismo armato istigato dai nazionalisti armeni radicali, e la violenza di massa contro la popolazione azerbaigiana dell’Armenia sostenuta dalla leadership sovietica, spinsero la gente dell’Azerbaigian a lottare per la protezione dell’integrità territoriale del paese, e tutto ciò portò a proteste di massa antisovietiche in Azerbaigian, che presto si trasformarono in un movimento nazionale di libertà.

Il 20 gennaio 1990, sotto istruzioni dirette di Mikhail Gorbaciov, 26.000 truppe sovietiche senza informare la popolazione locale del coprifuoco presero d’assalto Baku e altre città dell’Azerbaigian, massacrando la popolazione civile utilizzando pesanti attrezzature militari al fine di bloccare il cammino dell’Azerbaigian verso l’indipendenza e di abbattere il movimento di libertà del popolo azero. Come risultato, 147 civili furono uccisi, 744 furono gravemente feriti.

Dopo il ritorno del leader nazionale Heydar Aliyev al potere politico in Azerbaigian, la tragedia del 20 gennaio ha ricevuto una valutazione politica e giuridica a livello statale. Il 29 marzo 1994, l’organo legislativo dell’Azerbaigian, il Milli Majlis (Parlamento) ha adottato una risoluzione “Sui tragici eventi commessi a Baku il 20 gennaio 1990”. Da allora, il 20 gennaio è stato commemorato come Giorno di lutto nazionale.

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Nonostante siano passati molti anni dal sanguinoso massacro commesso dall’Unione Sovietica in Azerbaigian, il nostro popolo non dimentica il dolore di quei giorni terribili, e ogni anno commemora i martiri del 20 gennaio con profondo rispetto.

Sotto la guida del presidente Ilham Aliyev, il popolo dell’Azerbaigian ha dimostrato la sua determinazione e ha liberato i territori azerbaigiani dall’occupazione illegale e condannata dall’ONU dell’Armenia, durata quasi 30 anni, e ha ripristinato l’integrità territoriale dell’Azerbaigian.

Il popolo dell’Azerbaigian ancora una volta commemora con profondo dolore e rispetto la memoria di tutti gli eroici martiri che hanno sacrificato la loro vita per l’indipendenza dell’Azerbaigian, la libertà del suo popolo.

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